Alleanza
con la terra

Portico del Bric con gli attrezzi del bisnonno

Vigna piantata da Beppe ed Erika il giorno di San Valentino

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“Ho scoperto il Bric una ventina di anni fa, credo fosse il 1990. Era la casa dove nacquero la bisnonna Nina, le sue cinque sorelle e lo zio Cechin, unico figlio maschio e padre di nostro cugino Gianni. Un giorno, per una strana coincidenza, con mio marito e nostro figlio Giuseppe andammo a vedere quello che allora era una cascina diroccata. Non era il solito rudere circondato da vigna, o, quanto meno, non fu questa la prima cosa che notai. Era qualcosa di più. Era il sole che illuminava ogni cosa. Erano colline, colline, e poi ancora colline, in un susseguirsi che pareva infinito, come grandi onde marine. Era il tempo che si era fermato.”

Ornella

Nell’anno 2000 Giuseppe con la futura moglie Erika decidono di ristrutturare questa cascina piemontese dell’ottocento e di far rinascere anche la vigna. E’ un matrimonio doppio: tra di loro e con la Terra.

Non sappiamo ancora se noi abbiamo scelto questo luogo o se questo luogo ha scelto noi, ma sappiamo che tutte le nostre energie, i nostri sforzi, la nostra passione, i nostri sogni, sono qui.

Cà del Bric in Piemontese significa “cascina in cima alla collina”.

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